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Il laboratorio “bianco animato”

Eccomi a raccontare un po’ l’esperienza vissuta a Maniago quel pomeridiano 18 dicembre dell’ormai trascorso 2010.
Le premesse sono:
– metti un gruppo di illustratrici mega-creative che lavorano “attorno al bianco”;
– metti una sala – la sala “Liberamente” – gestita da due tipi in gamba e amanti della cultura;
– metti me, e la mia passione perlopiù germinante per il mondo dell’animazione (disambiguo: animation, cartoon, non intrattenimento per bambini!).

Ecco: Sara Colautti, una di quelle facoltose illustratrici di cui ho accennato, mi propone di realizzare un piccolo laboratorio di video-arte all’interno di una loro esposizione di illustrazioni.
Accettai!

Pensando al laboratorio volevo inizialmente proporre un’elaborazione astratta che si limitasse ad affrontare i punti salienti dell’arte della stop-motion.
Poi effettivamente mi è stato fatto notare che questo richiede un’astrazione che non è sempre divertente, inoltre non rimane una traccia riconoscibile dell’operato di ciascuno.
Il piano B fu azionato: il soggetto che ogni partecipante avrebbe manipolato sarebbe stato un vero personaggio, con un carattere, un’espressione, “un’anima”.

E così una sera che nevicava intensamente, io, un omino stretto nella giacca, trascinavo una valigia senza ruote e alcune borse di nylon da Trento (TN) a Maniago (PD) con la smania di raggiungere il luogo prefissato. Portavo meco materiali poveri, stracci, cartoncini, filo d’ottone, una videocamera ed un faretto per l’illuminazione.
Beh, non mi dilungo su quella serata, dico solo che c’era un clima vivace e conviviale.
E tutto mi riscaldava, nonostante le opere esposte (ed il buffè) fossero dedicate al tema del BIANCO!

Il giorno dopo, alle cinque e mezza, eccoci, uno alla volta, a riempire la sala. Ci siamo subito presentati per conoscerci un’attimo.

foto di Sara Colautti

Chiaramente ho dovuto preparare un’introduzione tecnica sul meccanismo del movimento e su come si possa intervenire nella lavorazione del personaggio.
Per questo ho proiettato alcune slide che affrontavano alcuni bocconi di: 1) tecniche, 2) fasi di lavorazione, 3) costruzione del personaggio, 4) mimica, 5) espressione.

disegno del personaggio

foto di Sara Colautti

Successivamente barabum: tutti al tavolo a disegnare il proprio personaggio. All’inizio di questa seconda fase c’era già chi sarebbe passato alla fase di costruzione mentre la maggior parte cominciava a buttar giù le idee sulla carta.

C’erano stoffe, colla, carta, bicchieri di plastica, bulloni (che fungevano da contrappeso e si applicavano ai piedi del personaggio) disposti sui tavoli e in alcune scatole colorate.
Dopo due ore buone (o di più?) si delineavano tra ritagli e atrezzi vari alcune creature misteriose le più disparate! Nessuno – come speravo – ha abbandonato l’impresa creativa.
Nonostante l’impedimento dato dai materiali umili ognuno ha sfruttato le limitazioni tecniche per dare una propria particolare struttura al personaggio.

Disposizione dei personaggi sulla scena.

foto di Tatiana Brusadin

L’ultima fase del laboratorio era cominciata: tutti i protagonisti del piccolo cortometraggio erano già disposti sul telo nero.
Ad ogni scatto seguiva un rapido momento nel quale ogni partecipante accorreva al suo personaggio e operava un “cambio posa”, cioè un movimento leggero sulla sua struttura.
La successione di tutti questi movimenti leggeri avrebbero formato nel complesso l’animazione dei pupi.

E così eccoci alla fine del laboratorio! Nella penombra resa “drammatica” dalla luce diretta del faretto la sala era ricolma di sguardi, movimenti, luci ed ombre, ma anche di risate, sgambetti, corse e correzioni. É stata nel complesso un’esperienza particolarmente diver-tente ed equilibrata, considerando la diversità tra i partecipanti!
Devo veramente ringraziarli per la loro vivace creatività e per aver creato quel bel gruppo di lavoro.

E ovviamente ringrazio la sala “Liberamente” che mi ha ospitato e il collettivo “Attorno al bianco” che mi ha permesso di inserirmi nella loro attività espositrice!
Grazie!

Quì potete vedere il cortometraggio ultimato, proiettato il giorno successivo al laboratorio e accompagnato dalle risate contente dei partecipanti che hanno potuto così vedere l’operato in azione. Buona visione!

Infine, perchè so che Sara poi mi sgrida se non lo metto, aggiungo il cortometraggio che ho realizzato per il laboratorio, che serviva un po’ per presentarmi e un po’ per dire la mia sul tema del bianco!